Bosco
19 elementi in ferro disposti a spirale, h 400 cm, lxp 540 x 660 cm, 2012
“Bosco” è una scultura in ferro del 2012 costituita da 19 elementi disposti a spirale (h 400 cm, lxp 540 x 660 cm), evocante un’architettura boschiva manipolata dall’azione umana laddove gli alberi seguono una linea vorticosa avvolgente, quasi labirintica. I fusti cilindrici risultano traforati e i rami si stagliano in altezza senza alcuna parvenza di fogliame, adombrando una sorta di natura morta incapace di sopravvivere all’intervento dell’essere umano. Il bosco diventa un bosco della memoria, potrebbe insistere sui “calvi picchi” di Eugenio Montale, è ciò che resta di una trasformazione operata dall’essere umano che lo nega.
La spirale degli alberi “inanimati” non conduce a un centro di rinascita, bensì a un punto di non proseguimento, senza via di uscita, l’unica possibilità è tornare indietro, ripercorrere i passi con differenti modalità, far sì che la natura ritrovi la sua dimensione cosmica, vale a dire che da vortice cieco torni ad essere esperienza dell’ultramondano, del motore trasformativo universale unificante delle vere modalità esistenziali di ogni componente biotica e abiotica del pianeta.
Come in tutta la produzione artistica di Carlini, l’artista si immerge nella materia (ferro), ne registra l’intimo battito ancestrale che trova nell’opera la sua trasformazione alchemica, una nuova vita nella Bellezza. Le riflessioni suscitate nell’osservatore, come per “Filemone e Bauci”, si collegano al dibattito contemporaneo sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del pianeta, in chiave ultragenerazionale.
Marco Eugenio Di Giandomenico




